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Le nuove tecnologie, affiancate alle legislazioni,
hanno portato sugli impianti un grado di sicurezza
molto elevato, tanto da spingere il legislatore ad
emanare una nuova legge riguardante la sicurezza degli
impianti. La legge n°46 del 05/03/1990 entrata in
vigore il 13/03/1990, la quale prescrive che gli impianti
elettrici devono essere dotati di: impianto di terra,
di interruttori magnetotermici differenziali e comunque
devono essere installati in osservanza alle vigenti
nornative CEI UNI . Sulla base di queste normative
la legge impone ai professionisti la modalità
di eseguire tutti gli impianti su criteri d'installazione
comune.
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Se l'interruttore generale che sia esso il Salvavita
o il contatore dell'ENEL non rimane alzato le cause
principali possono essere le seguenti: difetto dell'isolamento
di uno o più elettrodomestici, allora provate
a disinserire tutte le spine degli utilizzatori domestici
presenti nell'abitazione, dopodichè provate
a riattivare il contatore o il Salvavita. Se quest'ultimi
rimangono alzati, significa che il guasto è
dovuto a uno degli elettrodomestici, se invece il
problema persiste, provate a spegnere (anche se l'impianto
è sprovvisto di tensione) tutti gli interruttori
e ripetere l'operazione. Se il problema rimane, non
andate oltre. Non correte inutili rischi. L'impianto
elettrico non lo si può maneggiare con il fai
da te! Lasciate che sia un tecnico abilitato ad andare
alla ricerca del guasto in questione.
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Il nome di SALVAVITA viene comunemente chiamato l'interruttore
posizionato a valle del contatore elettrico che permette
di interrompere l'erogazione di energia elettrica
nel caso in cui si verifichi un sovraccarico, un corto
circuito o altri fenomeni pericolosi.
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Il SALVAVITA è un interruttore
con relè differenziale che controlla le correnti
di DISPERSIONE ovvero in conseguenza di un guasto
nell'isolamento dell'impianto, dell'elettrodomestico
o nel caso in cui veniamo a contatto con un cavo in
tensione, (un bambino che inserisce un chiodo in una
presa di corrente), il salvavita: sentendo una differenza
di potenziale tra le due correnti (di uscita e di
ritorno) scatta in un lasso di tempo molto breve,
togliendo tensione all'impianto. Solitamente il Salvavita
viene associato ad un interruttore magnetotermico.
L'interruttore MAGNETOTERMICO, serve invece a proteggere
l'impianto dai corti circuiti e dai sovraccarichi.
Si può così riassumere che:
1. Il SALVAVITA protegge dalla DISPERSIONE perchè
in esso la corrente che ritorna deve essere uguale
a quella che esce, quindi la corrente che si disperde
o in una parte conduttrice non facente parte del circuito
(l'involucro di un elettrodomestico) o nel nostro
corpo, lo fa intervenire togliendo tensione all'impianto.
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2. L'interruttore MAGNETOTERMICO protegge
dal CORTO CIRCUITO ossia nel caso di guasto dell'impianto,
quando vengono a contatto i conduttori dove passa
la corrente e dal SOVRACCARICO, quando il consumo
di energia è elevato rispetto alla taratura
dello stesso magnetotermico.
Queste apparecchiature dovrebbero essere installate
subito a valle di ogni contatore elettrico, evitando
eventuali disagi e prevenendo così ulteriori
danni alle persone. L'uso di queste apparecchiature
è sancito dalla legge 46/90 concernente la
sicurezza degli impianti elettrici.
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Le possibilità di prendere la scossa possono
essere svariate, di solito sono dovute nei casi di
mal funzionamento, o dell'elettrodomestico o dell'impianto
di terra, premesso che questo esista, o nel caso in
cui si tocca la carcassa metallica dell'elettrodomestico
(in funzione) con le mani bagnate o a piedi nudi e
quindi con una tendenza ad essere male isolati, dando
così modo alla corrente di attraversare il
nostro corpo, anzichè scaricarsi verso terra.
Per evitare tali inconvenienti, sia per questi casi
che per altri, è obbligatorio per Legge e fondamentale
per la sicurezza l'utilizzo dell' interruttore differenziale
(SALVAVITA), il quale, non è che impedisce
di prendere la scossa ma fa in modo di prenderla in
un tempo talmente breve (millesimi di secondo) da
non provocare alcun danno al corpo umano.
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L’impianto di terra è un mezzo fondamentale
per disperdere correnti elettriche nel terreno e per
proteggere, unitamente ai dispositivi d’interruzione
automatica del circuito (SALVAVITA/MAGNETOTERMICO),
le persone dal pericolo di elettroconduzione. L'impianto
di terra, rappresenta una delle soluzioni più
utilizzate per raggiungere il miglior livello di sicurezza.
Il nostro corpo umano è un discreto conduttore
di elettricità, ciò significa che non
si oppone al passaggio della corrente, che può
causare, al nostro organismo, effetti dannosi: ustioni,
paralisi e allo stato più grave la morte. Per
evitare tali incidenti basta osservare alcune precauzioni,
come la realizzazione dell'impianto di terra, cioè
la connessione al terreno (suolo) di tutte le masse
metalliche siano esse involucri di elettrodomestici,
scaldabagno, lavatrice, forno elettrico, e qualunque
massa metallica che per difetto d'isolamento potrebbe
andare in tensione. L'impianto di terra è costituito
da conduttori di colore GIALLO-VERDE (naturalmente
di sezione adeguata alle esigenze impiantistiche)
e uno o più dispersori
(in base al valore ohmmetrico che si deve ottenere)
conficcati nel terreno.
La funzione di questo impianto (parallelo a quello
della rete elettrica), è facile da capire:
se, per qualsiasi motivo, si dovesse verificare un
contatto tra la rete elettrica e l'involucro metallico
dell'utilizzatore domestico, la corrente troverà
nel conduttore GIALLO-VERDE la via più facile
da seguire e si disperderà verso terra senza
causare danno alle persone.
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La Legge che garantisce la sicurezza dell'impianto
è la n°46 del 1990. Essa stabilisce che il
professionista essendo tale cioè iscritto alla
Camera di Commercio o all'albo provinciale delle imprese
artigiane relativi agli impianti elettrici, al termine
dei lavori, siano essi di installazione, ampliamento,
trasformazione o manutenzione straordinaria, deve
rilasciare la Dichiarazione di conformità,
la quale dovrà contenere:
1. Il numero della partita I.V.A. dell'impresa
2. Il numero d' iscrizione alla Camera di Commercio
3. La relazione contenente la tipologia sia del lavoro
svolto che dei materiali impiegati, e laddove sia
necessario, il progetto
4. La dichiarazione di conformità che l'impianto
è stato realizzato a "regola d'arte"
utilizzando materiali costruiti anch'essi a "regola
d'arte" e conformi alle norme CEI UNI
P.S. Senza tale dichiarazione, anche in caso di nuova
costruzione, il sindaco non rilascerà il certificato
di abitabilità o di agibilità.
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Superato il limite consentito di consumo energetico,
che di solito per i contatori domestici è
di 3Kw + 10% di potenza, scatta inevitabilmente
il disagio per la maggior parte delle utenze.
Ciò può essere evitato solamente sacrificando
una piccola parte di energia, cioè installando
un interruttore MAGNETOTERMICO di amperaggio inferiore
rispetto al limitatore dell' ENEL.
Così accendendo il forno, lo scaldabagno,
la lavatrice e le luci scatterà prima l'interruttore
MAGETOTERMICO e mai il contatore ENEL.
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